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martedì, luglio 22, 2003
Nostalgie
La France, comment ça me manque... ! Pourtant, c'est fini. Je suis plus là. Je sais même pas si j'y irai encore. En tout cas, ce sera jamais pareil. C'est une histoire de destinées croisées et je pourrais plus croiser les mêmes que la première fois. Tout me manque vachement... ! La ville, le climat, la langue, les habitudes, la chambre, les repas, les soirées, les copains... MES copains. J'avais besoin d'écrire un truc en français. Et j'aurais besoin de revivre cette vie-là.
Une chanson toute simple
On me dit que nos vies ne valent pas grand chose,
Elles passent en un instant comme fanent les roses.
Que de nos chagrins il s'en fait des manteaux
Pourtant quelqu'un m'a dit...
Que tu m'aimais encore,
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
On me dit que le destin se moque bien de nous
Qu'il ne nous donne rien et qu'il nous promet tout
Parait qu'le bonheur est à portée de main,
Alors on tend la main et on se retrouve fou
Pourtant quelqu'un m'a dit ...
Que tu m'aimais encore,
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
Mais qui est ce qui m'a dit que toujours tu m'aimais?
Je ne me souviens plus c'était tard dans la nuit,
J'entend encore la voix, mais je ne vois plus les traits
"Il vous aime, c'est secret, lui dites pas que j'vous l'ai dit"
Tu vois quelqu'un m'a dit...
Que tu m'aimais encore, me l'a t'on vraiment dit...
Que tu m'aimais encore, serais ce possible alors ?
On me dit que nos vies ne valent pas grand chose,
Elles passent en un instant comme fanent les roses
On me dit que le temps qui glisse est un salaud
Que de nos tristesses il s'en fait des manteaux,
Pourtant quelqu'un m'a dit que...
Que tu m'aimais encore,
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
Carla Bruni
domenica, luglio 20, 2003
Bonsai #1
A volte, é meglio tacere ...
Bonsai #2
A volte, sarebbe meglio non rispondere ...
Bonsai #3
Ma é più facile parlare ...
Bonsai #4
... e fare grossi guai ...
giovedì, luglio 17, 2003
L'impero della demagogia
Oggi, da qualche parte, ho letto che non so quale giornale straniero ha inserito Jovanotti - alias Lorenzo Cherubini - in una classifica dedicata agli showmen più influenti del mondo. Ovviamente - visto quello che penso del soggetto in questione, soggetto che inserisco in una speciale e odiata triade composta, oltre che da lui, da Manu Chao e, inevitabilmente, da Bono - la prima reazione é stata l'ilarità alla quale é subentrata, in una seconda fase, la preoccupazione. A mente fredda, ciò che resta é, piuttosto, la costernazione.
mercoledì, luglio 16, 2003
Lampi d'infinità
Non ascolto spesso la radio. Solitamente mi irrita. Eppure, qualche giorno fa, per caso, alla radio, ho sentito, per la prima volta, una canzone dalla quale non riesco più a staccarmi. Una canzone estremamente raffinata: Io cammino di notte da sola di Amalia Gré.
Io cammino di notte da sola
Io cammino
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
è una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango, poi rido
poi parlo, poi rido
poi grido
Amalia Gré
martedì, luglio 15, 2003
Secondi passi
(incerti quanto i primi)
Non ho ancora trovato la risposta. Ma, forse, ancor prima di pensare, bisogna agire. Allora, surrealisticamente, agisco e qui l'azione si traduce in scrittura.
Ecco la storia
Daniel Pennac
L'ultimo romanzo dello scrittore francese, indipendente dalla fortunatissima serie della saga Malaussène.
Un po' a malincuore, per l'amore che nutro per il resto della produzione del professore parigino, ammetto che Ecco la storia non mi ha entusiasmata. Non so. Fin dalle prime pagine, la sensazione percepita era di perplessità, sensazione che si é protratta per l'intera durata della lettura e perfino oltre la fine. Il problema - se di problema si può parlare - é che l'idea non é male: questa storia di sosia che si intreccia con la storia dello scrittore, questo progetto di romanzo al condizionale che il lettore vede svilupparsi sotto i suoi occhi. Eppure, manca qualcosa. E questo qualcosa é esattamente ciò che ha fatto, fino a questo momento, di Pennac... Pennac. Manca la scrittura di Pennac, quella sua scrittura divertita e divertente, coinvolta e coinvolgente, giocosa, effervescente, pirotecnica. Ma, forse, il difetto maggiore di questo romanzo - difetto che non avevo mai riscontrato in niente che fosse stato scritto da Pennac - sta nel fatto che, a momenti, ti fa venire voglia di allontanartene, di staccarti dalle sue pagine. Cosa che non potrebbe mai succedere con nessuno dei volumi della saga Malaussène.
Primi passi
Perché un blog? Fra i tantissimi che ci sono in rete, perché ancora uno? Ma, soprattutto, perché proprio il mio? Non lo so ancora. Ci penserò su. Forse, un giorno, avrò la riposta.
Nell'amara litania delle solite cose
Ci si può morire
SubsOnicA
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